Il saggio, un’emozione unica

Siamo giunti alla fine dell’anno accademico, dopo tante ore passate in sala a studiare le posizioni delle braccia e dei piedi, a insegnare al pollice a stare nascosto, al mento a stare alto e al sederino a stare stretto, finalmente arriva l’occasione di mostrare a tutti i progressi. Il saggio di fine anno è l’evento tanto atteso quanto temuto da tutti i ballerini.

Come ci si prepara al saggio ?

Si studia l’interpretazione:ogni gruppo interpreta nel saggio un ruolo diverso, quest’anno il tema scelto dalla direttrice artistica era “Cipollino” un balletto di repertorio classico tratto da “Le avventure di Cipollino” un romanzo per bambini di Gianni Rodari dove i protagonisti sono frutta e verdure. Per cercare di immergerci tutti nell’atmosfera del balletto, solitamente prima ancora di iniziare la coreografia ci sediamo in cerchio e leggiamo la storia, ci divertiamo a scoprire le vicende dei protagonisti e a individuare anche la morale della favola. Questo momento è molto importante, i bambini non solo sono soddisfatti sentendosi parte di una storia, ma capiscono anche come funziona il mondo dello spettacolo e della danza, le sue origini storiche e culturali.


Si studia una coreografia..una “co-cooosa,maestra???” Una coreografia, un balletto, una sequenza di passi di danza a ritmo di musica della durata di pochi minuti. Molto spesso studiare una coreografia è l’occasione per imparare passi nuovi non ancora affrontati a lezione e per sperimentare movimenti meno convenzionali che danno carattere al balletto e aiutano a interpretare il ruolo prestabilito. La regola fondamentale nelle coreografie di gruppo è andare insieme, ecco perchè svolgere un balletto diventa anche un bell’esercizio per il campo visivo,  i ballerini devono costantemente controllare con la coda dell’occhio di essere in perfetta sincronia con i compagni e “se chi è davanti sbaglia, tutti devono sbagliare“,  “davvero??”, ebbene sì, quando l’obiettivo è coordinarsi con i compagni, il gruppo ha la priorità, ecco che in questo caso un balletto diventa un ottimo gioco di squadra, una possibilità di sviluppare  spirito collaborativo e di fare squadra tutti insieme.


Si prova e si riprova fino a che la coreografia sia impressa nella memoria tanto da essere eseguita quasi automaticamente, infatti se in prova l’attenzione dei ballerini è del tutto concentrata sulla sequenza dei passi e sulla modalità di esecuzione di ognuno, il palcoscenico può mettere alla prova la concentrazione, l’emozione di esibirsi davanti al pubblico può giocare brutti scherzi e per questo è bene provare il più possibile il balletto. Durante le prove generali finalmente si mettono insieme tutti i pezzi del puzzle: tutti i diversi corsi provano insieme la propria parte e la storia si ricostruisce gruppo dopo gruppo, le prove generali sono fondamentali anche per socializzare con tutti i componenti della scuola e capire bene come, dove e quando muoversi dietro le quinte in base alla scaletta di esibizione.


Si prova il costume, atteso tanto dai genitori, che non vedono l’ora di vedere i propri figli con indosso il tutù, quanto dai ballerini, che una volta indossato non tolgono lo sguardo dallo specchio per tutta la durata della prova. “Di che colore sarà? Avrà le maniche? E l’acconciatura?”. Il costume da scena è un elemento importante, deve saper valorizzare ogni ballerino e essere in linea con il ruolo interpretato, inoltre deve agevolare il movimento e non limitarlo o impedirlo. La parola d’ordine per quanto riguarda i bambini è la semplicità, è giusto che ci siano dettagli e decori colorati, ma è sempre meglio un bel tutù tinta unita di un costume pacchiano e di cattivo gusto. Lo stesso vale per il trucco, è giusto dare la possibilità anche ai più piccoli di provare l’ebrezza di un bel rossetto rosso, ma chi agli allievi di 7 anni mette correttore, ciglia finte e illuminante forse non ha capito che i bambini sanno illuminare il palcoscenico anche senza ricorrere al trucco. Per quanto riguarda l’acconciatura invece, a parte casi eccezionali, ci si prepara quasi sempre per andare in scena con uno chignon ordinato da ballerina.

Si va in scena

Anche quest’anno per molti ballerini si trattava del primissimo saggio, un’esperienza che rimane per sempre impressa nel cuore e nella mente, un concentrato di emozioni che aiuta a crescere divertendosi. Avete mai provato questa sensazione? Oltre il sipario buio e silenzio e ,anche se non si vedono, sicuramente un sacco di occhi puntati; sul palco invece luci da ogni angolo e dietro alle quinte lo sguardo dei compagni curiosi. Parte un ritmo ben riconoscibile, un suono forte, sempre più forte, è il battito di un cuore emozionato, ad esso si aggiunge la musica a gran volume. Dietro le quinte i ballerini si fanno coraggio a vicenda prima di entrare in scena, ci si abbraccia stringendosi forte, e insieme si affronta il teatro. Quest’anno i nostri ballerini  hanno avuto l’onore di esibirsi in un dei più antichi in Italia, il Teatro Sociale di Mantova, potendo apprezzarne la bellezza.

Il saggio di danza non si scorda mai e speriamo che anche lo spettacolo di quest’anno rimarrà per sempre un bel ricordo per i nostri allievi, un’esperienza di cui fare tesoro e da raccontare in futuro.

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1 commento su “Il saggio, un’emozione unica”

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