krav maga

BODY LAB contro la violenza


Abbiamo voluto dedicare due serate alle nostre associate con un corso di autodifesa, per rispondere al fenomeno sempre più diffuso della violenza sulle donne, è stato un successo.

Perchè un corso di autodifesa?

Ogni giorno a lezione ci prendiamo cura del benessere fisico dei nostri allievi, ma spesso può essere una causa esogena a determinare una situazione di sofferenza, basti pensare che in Italia un ragazzino su due è vittima di episodi di bullismo e che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Per reagire a questa situazione e sensibilizzare la realtà locale su questi temi, abbiamo voluto  occuparci  del fenomeno e organizzare un corso gratuito di autodifesa, abbiamo scelto di farlo in occasione della festa della donna, nonostante la violenza non abbia genere infatti, sono per la maggior parte donne le sue vittime.

Appuntamento teorico

Durante la prima serata del corso sono intervenuti:

Marco Ceccarini: assistente capo della Polizia di Stato a Mantova e direttore nazionale del Krav Maga Us Acli

Luigi Frasson: psicologo

Ruggero Burgarella: istruttore di Krav Maga

Attraverso le testimonianze professionali dei relatori, è stato possibile comprendere tutte le declinazioni che il fenomeno della violenza può avere, come riconoscere son da subito un soggetto violento e scoprire l’importanza di denunciare subito qualsiasi atto violento, “non bisogna mai giustificarli” come ha detto lo psicologo Frasson. Emozionante il momento dedicato a un racconto vissuto in prima persona da una ragazza, un racconto di bullismo che ha fatto percepire a tutti i partecipanti quanta responsabilità vi sia in ogni parola pronunciata, ogni gesto fatto nei confronti di un compagno o di un collega. Il bullismo molto spesso avviene con l’esclusione di un membro da parte di un gruppo, lo ha dimostrato lo psicologo che durante la serata ha voluto coinvolgere un gruppo di giovanissime ragazze per inscenare un esempio di bullismo. Nella seconda parte della serata Ruggero e Marco hanno spiegato cos’è disciplina del krav maga e perchè essa viene utilizzata per l’autodifesa : “Il krav maga è una miscellanea di molte arti marziali, chi l’ha inventato ha valutato di scegliere tra tutte le arti marziali quanto di più efficace, diretto ed istintivo ognuna di esse proponeva. Prese, leve, pugni, calci messi assieme per elaborare un metodo pragmatico, veloce , istintivo che permetta di difenderci da svariate metodologie di aggressione”

Appuntamento pratico

Nel secondo appuntamento, svoltosi nella palestra comunale di Ceresara, tutti i numerosi partecipanti hanno potuto sperimentare in prima persona alcune tecniche che della disciplina di krav maga per imparare a difendersi in caso di aggressione seguiti da 12 istruttori qualificati. Dopo una breve fase di riscaldamento è iniziato il vero e proprio corso, Marco ha spiegato che le tecniche di autodifesa sono da adottare in caso di emergenza o dopo essersi assicurati che non vi sia possibilità di fuga dall’aggressore. Ogni gesto dovrebbe essere accompagnato da un urlo, che svolge una duplice funzione: da una parte può fungere da sirena d’allarme e consentire a chi vi è nelle vicinanze di captare una situazione di pericolo, dall’altra aiuta a concentrare maggiore energia in un calcio o pugno rendendolo più efficace. Divisi a coppie i partecipanti hanno studiato una reazione specifica per ogni situazione di aggressione, a turno l’uno si fingeva l’aggressore e l’altro la vittima, un’occasione anche per confrontarsi con persone nuove e allenare la fiducia reciproca. Al termine della serata è stato spiegato inoltre come utilizzare lo spray al peperoncino, uno strumento che molte volte può rivelarsi fondamentale per riuscire ad affrontare un’aggressione.

In conclusione vista l’esaustività del corso e la grande partecipazione siamo fiere e soddisfatte di aver organizzato questo corso di autodifesa e ci auguriamo non solo che chi vi ha preso parte possa sentirsi un pò più sicuro, ma che questo abbia fatto reso tutti più consapevoli del fenomeno e più preparati anche a difenderne le vittime.

Link all’articolo di Valentina Gobbi: gazzettadimantova/2019/02/26

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